BAGHERIA. Apre la JEET KUNE DO FIGHT SCHOOL – Intervista a Francesco Binanti

Oggi intervistiamo Francesco Binanti, giovane istruttore di Jeet Kune Do che a partire dal 17 Settembre terrà un corso a Bagheria.

Cos’è il JKD? Dove nasce e com’è strutturato? Per partecipare alle lezioni, seguite i contatti a fine pagina


Ciao Francesco, ancor prima di parlare della vostra scuola, mi piacerebbe che tu presentassi ai nostri lettori l’arte del JEET KUNE DO. Dove e quando nasce? Su quali principi si basa?

Il Jeet Kune Do è un’arte marziale sviluppata da Bruce Lee verso la fine degli anni ’50; l’espressione, dal cinese, è traducibile come “la via del pugno che intercetta”.

Bruce Lee

Essa nasce in antitesi alle arti marziali tradizionali cinesi, che Bruce Lee considerava limitate perché eccessivamente schematiche. Questo loro aspetto, si traduceva in una scarsa efficienza nei contesti reali, caratteristica di cui si accorse Bruce Lee quando riapprodò negli Stati Uniti e notò come le arti cinesi non reggevano il confronto con le arti occidentali, ad esempio la Boxe.

Quali sono i caratteri fondamentali del Jeet Kune Do?

Più che di caratteri io parlerei di principi: il Jeet Kune Do si basa su 16 principi, come l’ECONOMIA DI MOVIMENTO, che esprime la semplicità di quest’arte e la sua accessibilità alla totalità degli individui, il FLUSSO ININTEROTTO, concetto con cui Bruce Lee si riferisce alla capacità dell’acqua di adattarsi agli ostacoli, oppure il PRINCIPIO DELLE ARMI AFFILATE, dove con “armi” ci si riferisce al proprio corpo e si intende la capacità di renderlo tagliente e, dunque, spietato.

 

Hai avuto esperienze con altre arti marziali nel corso della tua vita? Cosa ti ha spinto a specializzarti nel JEET KUNE DO? In quali aspetti la preferisci alle altre?

Oltre una breve esperienza con il Judo, ho praticato Jeet Kune Do fin da piccolo, motivo per cui non ho avuto modo di approfondire altre arti; tuttavia, essendo un artista marziale, ho acquisito una certa maturità che mi permette di discernere ciò che funziona da ciò che è fine a se stesso (o illogico) all’interno di un sistema di combattimento.

 

Quante correnti esistono nel JEET KUNE DO? Vi sono più scuole di pensiero?

Sì, esistono più scuole di Jeet Kune Do. Quella direttamente applicata da Bruce Lee nel primo periodo dell’arte marziale è chiamata ORIGINAL; un’altra, sviluppatasi in un periodo successivo sempre da Bruce Lee, è convenzionalmente da noi chiamata STREET FIGHTING. In seguito alla morte del suo fondatore, nasce il CONCEPT.

Parlami della variante di JEET KUNE DO che voi presenterete durante il corso. Come nasce? Chi è il vostro maestro?

La scuola a cui noi ci ricolleghiamo è quella dello STREET FIGHTING.

Noi, in Sicilia, rappresentiamo la JUN FAN GUNG FU di Roma, accademia di Alessandro Colonnese, allievo diretto di Larry Hartsell che a sua volta fu allievo intimo

Francesco Binanti con il maestro Leonardo Cilio

di Bruce Lee.

Alessandro Colonnese, oltre ad aver ricevuto il diploma direttamente da Larry Hartsell ed essersi allenato anche con tutti gli allievi viventi di Bruce Lee, ha un passato in una moltitudine di sport da combattimento, come Kickboxing e Muay Thai.

La nostra associazione, che si chiama JEET KUNE DO FIGHT SCHOOL, ha sede centrale a Palermo ed è stata fondata nel ’97 da Leonardo Cilio; siamo i pionieri del JKD in Sicilia, oltre ad essere direttamente collegati all’Unione Italiana Kung Fu Tradizionale.

Leonardo Cilio, mio diretto maestro, è l’unico Senior Full Instructor (grado massimo) della scuola di Colonnese. In trent’anni d’esperienza egli ha studiato e conseguito titoli in arti come Judo, Karate, Kung Fu (cintura nera), Shaolin, Sanda (istruttore) e, ovviamente, Jeet Kune Do; sviluppa il suo JKD Street Fighting attraverso studi teorici e pratici, ma soprattutto grazie alle esperienze dirette acquisite svolgendo la professione di guardia del corpo e buttafuori.

 

Spiegaci brevemente come sarà strutturato il corso che proporrete a Bagheria.

Il nostro programma operativo si sviluppa in quattro direzioni:

  • PSICOLOGIA DEL COMBATTIMENTO

In prima analisi, uno dei nostri cardini è che il combattimento si vince prima dal punto di vista psicologico e solo se necessario, fisicamente.

L’atteggiamento psicologico è un aspetto che raramente si incontra in altre arti marziali, che non considerano il fatto che una buona preparazione psicologica è di fondamentale importanza per la conclusione del combattimento.

L’aggressore, nel momento in cui ti sceglie come potenziale vittima, ha una visione unilaterale tesa soltanto a farti del male; poco si preoccuperà della reazione del malcapitato perché convinto che egli non risponderà all’aggressione, sia verbale che fisica. Nel momento in cui la vittima decide di difendersi con una certa determinazione mostrando i propri attributi, la condizione psicologica dell’aggressore tenderà a ridimensionarsi e a ritorcerglisi contro a causa della scarica di adrenalina dovuta alla tua inaspettata e repentina azione.

 

  • KILLER INSTINCT (vedi video allegato)

Questo aspetto è intimamente collegato a quello psicologico, e sfrutta la paura iniziale, che ogni essere umano prova durante un principio di aggressione, per investire l’avversario con attacchi ripetuti, semplici ed efficaci. E’ una metodologia ottimale per sviluppare la PERCEZIONE CINESTETICA e condizionare l’istinto.

 

  • KNIFE FIGHTING

Il nostro lavoro con il coltello è desunto dal KALI FILIPPINO, rivisto in una chiave marziale perché è da ricordare che l’utilizzo di quest’arma pone in un atteggiamento mentale di massima concentrazione perché essa è letale.

 

  • TRAPPING RANGE E SENSIBILITA’

Il trapping è la metodologia fondamentale per lo sviluppo di elementi d’attacco sulla corta distanza come gomitate, testate, ginocchiate, spazzate e tecniche per disarticolare. Questa metodologia sviluppa inoltre attributi psicologici quali determinazione e cinismo.

 

La sensibilità è invece l’epicentro del nostro sistema, è una qualità fisica che si sviluppa continuamente con il passare degli anni (mentre forza, velocità o potenza tendono a scemare). Scientificamente parlando, la sensibilità accresce l’ESOCEZIONE e la PROPRIOCEZIONE, ovvero la capacità di sentire gli impulsi fisici trasmessi dall’avversario e i propri segmenti corporei nello spazio.

 

Il nostro corso si svolgerà presso la palestra “Olimpia World Dance” di Letizia Sardina in Via Maggiore Toselli n° 27, nei pressi di Via Dante. Le lezioni si terranno, a partire dal 17 Settembre, nei giorni Lunedì e Mercoledì dalle 20.30 

alle 21.30.

 

Per ulteriori informazioni, potete contattare il numero 3297358525 o la pagina Facebook JEET KUNE DO FIGHT SCHOOL

Commenti

Stefano Morana

Poco più che ventenne, sono un gran simpaticone con tante idee in testa. Appassionato di musica e suonatore (musicista "suona" fin troppo professionale) da molti anni, mi esibisco in giro per il mondo...più o meno. Nella mia testa occupano spazio tante altre passioni, politica e società più di tutte, ma anche cinema, tecnologia e comunicazione. Ah, sono inoltre un universitario in crisi.

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