A Palazzo Cutò presentato “Mattatoio Bagheria”, ultimo libro di Vincenzo Drago

A quasi un anno dalla morte del giornalista bagherese Vincenzo Drago si è tenuta a Palazzo Cutò la presentazione del libro Mattatoio Bagheria – famiglia, banditi e politica in una capitale di mafia (1874-1930)

Ad illustrare la genesi, le modalità di elaborazione e i temi principali del libro sono stati  i docenti del Liceo Ginnasio Francesco Scaduto Maurizio Padovano Mimmo Aiello, il Dott. Biagio Napoli e lo storico Antonino Morreale, i quali hanno anche collaborato con Vincenzo Drago nella redazione e nell’elaborazione dell’opera. Moltissimi, invece, gli spettatori che hanno assistito al dibattito.

Mattatoio Bagheria cerca di ripercorrere i motivi e le cause che portarono alla nascita della mafia bagherese, attraverso un attento studio dei documenti d’archivio e un’accurata analisi della storia del territorio, che Drago conosceva nei suoi minimi dettagli sia per la sua attività di giornalista, sia per la sua lunga militanza nel Partito Comunista Italiana. In particolare vengono evidenziati i legami tra la politica e la mafia durante le prime vicende governative dell’Italia unita, vicende che misero subito a nudo le differenze che intercorrevano tra la società siciliana del tempo e quella del resto della penisola, per giungere all’analisi delle fallimentari strategie messe in atto dal fascismo per combattere il fenomeno mafioso, con la nomina del prefetto Cesare Mori nel 1925 il cui tentativo di arginare l’associazione criminale con le manette si rivelò un enorme buco nell’acqua.

Mattatoio Bagheria, pur focalizzandosi sulla dimensione locale della mafia bagherese, può essere considerata un’analisi utile a svelare i caratteri generali delle origini di Cosa Nostra e in breve tempo diverrà un’importante punto di riferimento per gli studi sulla criminalità organizzata, grazie alla ricerca certosina di fonti e documenti portata avanti da Vincenzo Drago.

Per Maurizio Padovano il lavoro la testimonianza di Drago è un tramite fondamentale per permettere un dialogo generazionale tra gli abitanti di Bagheria, oltre ad essere un’eredità culturale e materiale per comprendere in che modo si sia sviluppata e continui a svilupparsi la storia bagherese.

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Marco Maggiore

Classicista per vocazione, Interista per passione. Ama scrivere un po' di tutto. Sogna ancora di fare l'insegnante, nonostante i propri insegnanti gli abbiano detto di non sognare.

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