Confino, un corto animato made in bagheria

Nico Bonomolo, artista poliedrico: pittore, sceneggiatore, illustratore, regista.
Un’eccellenza bagherese che con il suo ultimo cortometraggio animato, Confino, ha sfidato i colossi dell’animazione per l’ingresso alle nomination per gli Oscar 2018.

Confino è un cortometraggio animato, realizzato in tecnica tradizionale, che tratta la storia di un’ artista costretto al confino per aver messo alla berlina Mussolini durante il periodo fascista.
Il protagonista compone i suoi spettacoli dell’esecuzione di ombre cinesi formidabili, viene obbligato a cambiare dimora presso un’isoletta con solo un faro all’interno e ne diviene il guardiano.
Il senso di abbandono e solitudine saranno presto di troppo e lasceranno all’arte lo spazio che merita.

Confino è un prodotto coraggioso.
In un mondo cinematografico in cui la tecnica sovrasta l’anima, dove – ahinoi ndr – si apprezza maggiormente l’animazione generata al computer, Confino ci racconta la storia, rigorosamente in bianco e nero, di un protagonista senza nome, senza troppi orpelli tecnici nella rappresentazione dei volti, ma che ci mostra e ci dimostra la natura del disegno animato significativa ed essenziale.

Gli 11 minuti coraggiosi di Confino, accompagnati dalle note di Gioacchino Balistreri che ne ha curato la colonna sonora sono stati premiati numerose volte per tutto il 2017: dal Giffoni Experience 2017 al nostrano Zabut Intl Short Film Festival, dalla nomination al Globo d’Oro al Nevada City Film Festival.
Tra i tanti premi e le numerose nomination, va assolutamente menzionato il “Bruce Corwin Award Best Anim. Short”, assegnato presso il Santa Barbara Intl Film Festival valido per la qualificazione alle nomination per gli Oscar.

Ciononostante, purtroppo nel 2018 non vedremo Confino fra i titoli che puntano all’ambito premio, ma anche solo sapere che un corto di un bagherese ha gareggiato con i titani dell’animazione ci inorgoglisce e ci fa ben sperare.

Nico Bonomolo, d’altro canto continuerà a lavorare ai suoi progetti e in confidenza ci ha anche detto che è già all’opera per la sua prossima fatica e noi non vediamo l’ora di poterne godere.
Tutto questo lavoro, infine, è stato ben ricompensato: il pubblico che oggi siamo abituati a concepire come “di bocca buona” ha saputo apprezzare un opera intellettualmente delicata, di una tecnica ricercata e dal sapore neorealista.

Quando abbiamo incontrato Nico Bonomolo ci siamo soffermati sulla riflessione del neorealismo cinematografico che, dopo i peplum e tra una commedia e l’altra, ha risollevato – paradossalmente dalle sue stesse macerie post-nazismo – le sorti dell’arte in Italia.
Oggi, forse, con lavori cinematografici italiani coraggiosi possiamo rivivere lo stesso movimento risolutivo, forse con più film come Confino, ma ne parleremo più marcatamente in un altro articolo.

 

Il trailer di Confino

 

Fabio Aiello e MariaTeresa Mineo

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