Il Var e la cultura calcistica in Italia

A fine Agosto, come di consueto, è partita la Serie A, la massima serie calcistica del nostro paese. Ma il campionato di quest’anno presenta una rivoluzionaria novità: l’introduzione del VAR(Video Assistant Refree ndr). Il VAR altri non è che la famosissima “moviola in campo” paventata da moltissimi giornalisti ed appassionati e su cui si è dibattuto per molti anni e che ha sempre trovato l’opposizione di molti “puristi” che sostenevano e sostengono ancora oggi che “snatura” l’essenza stessa del gioco.

Ma è davvero così? Nelle ultime settimane in Serie A, grazie al VAR, si sta assistendo a scene mai viste fino ad ora nel nostro panorama calcistico: rigori assegnati e poi revocati, gol convalidati e poi annullati. Tutto ciò va a beneficio della regolarità della partita con gli arbitri che adesso hanno la possibilità di ricevere assistenza e di correggere quelle decisioni rivelatesi poi errate. C’è da migliorare, chiaramente, la tempistica con cui avviene questa assistenza, ma nelle ultime settimane in questo senso ci sono stati dei netti miglioramenti.

La tecnologia nello sport, se usata in maniera corretta e tempestiva, è di grande aiuto e non intralcia lo spettacolo: basti pensare al Tennis o al Basket, dove la tecnologia è ben presente, collaudata ed a tratti strumento fondamentale sia per arbitri e giocatori. Ed uno sport in cui bisogna concentrarsi unicamente sulla disciplina piuttosto che sui possibili errori arbitrali è più godibile. È questa la strada che si sta cercando di intraprendere in Europa, con l’Italia banco di prova importantissimo, avere un calcio esente(o quasi) da partite o risultati influenzati da errori arbitrali più o meno gravi.

Con buona pace dei detrattori, che in nome di un ritorno ad un calcio non “contaminato” dalla tecnologia continuano ad alimentare polemiche che fanno male all’intero movimento calcistico italiano.

 

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Filippo Miosi

Bagherese doc, studente universitario presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Palermo. Gli piace scrivere, soprattutto di sport.

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