Considerazione su un piccolissimo mafioso – di Marco Maggiore

Deprecabile Giuseppe Scaduto detto Pino, è da un giorno che cerco di trovare le parole giuste da rivolgere al tuo caso. Non perché tu desti in me chissà quale interesse, sia chiaro. Anzi, se proprio devo dirla tutta, leggere che probabilmente passerai il resto della tua vita dietro le sbarre è un pensiero che mi dà conforto ma vorrei che tu diventassi un fantasma senza nome, perché chi non ha nome non ha neppure memoria. Ti do del tu, anche se per fortuna non ci conosciamo ma a casa mia mi hanno insegnato che si dà del lei a chi merita il rispetto o la cortesia. E tu non meriti né rispetto né cortesia.

Ma ti dicevo che per quasi ventiquattro ore ho cercato qualcosa da scriverti. Volevo capire esattamente cosa mi rende diverso da te. Qualcuno mi suggerisce che sia facile: tu sei mafioso e io no. Vero, però è troppo evidente e a me le cose evidenti non piacciono.

In fondo, levandoci il mafioso, abbiamo qualcosa in comune: tu hai due braccia e io pure; tu hai due gambe e io pure; tu respiri, parli e mangi e io pure; tu sei bagherese e io pure. Ma una cosa che ci differenzia, a parte il fatto che tu sei un boss della mafia in carcere e io no, c’è sicuro: tu hai paura Giuseppe detto Pino, io no. Tu hai paura della legge e dell’amore. Hai paura che tua figlia si sia innamorata di un carabiniere, non puoi proprio negare di avere paura.

Noi cittadini bagheresi non abbiamo paura dei mafiosi o di chi s’innamora di una mafioso. Te lo posso assicurare. Con i mafiosi come te, non per nostra volontà, ci viviamo ogni giorno, li vediamo per strada. Riusciamo ad affrontarli e tanti di noi li denunciano, camminando a testa alta. Ai figli dei mafiosi, magari pentiti, non li trattiamo con soggezione. Magari può pure capitare, vedi un po’, che il figlio del mafioso s’innamori di un giudice o la figlia di un carabiniere. Certo, poi, ci sono i figli dei mafiosi che non ammazzano la sorella solo perché aspettano che sia paparino a farlo. Però, Pino, fidati di me e non essere arrabbiato: i figli di papà viziati, che aspettano che tutto venga risolto dai genitori, esistono in ogni categoria.

Questo ci distingue, l’assenza di paura. E forse anche l’umanità, quella cosa che ci fa amare i nostri figli, le nostre sorelle, le nostre mogli più di ogni altra cosa. Tu hai scelto la mafia, Pino.

I Romani affermavano che nel nome fosse contenuto il carattere e la personalità di uomo. Spesso è solo un proverbio, a Bagheria in tanti portano il tuo stesso cognome e sono persone oneste e per bene. Ma nel tuo caso avevano ragione: Scaduto nel senso di avariato, andato a male; Scaduto nel senso che il vostro tempo qui sta per finire. Ogni elicottero di notte è il suono della libertà. 

Ti scrivo queste parole e basta, chiudiamola qui. Te l’ho già detto: chi perde il nome perde il ricordo  di sé stesso nel mondo e quando penseremo al nome di Pino ricorderemo  sempre PINO PUGLISI, non pino avariato.

Marco Maggiore

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Redazione

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