IL VIAGGIO IN BICI DEL BAGHERESE ANTONINO MINEO FRA DISTRUZIONE E NATURA

Quando si parla di sport solitamente  i protagonisti sono le gare, le vittorie, le medaglie, le coppe e i premi internazionali.
Noi oggi invece vi racconteremo la storia di un viaggio sportivo, che racchiude in se tante emozioni, che vanno dall’amore per il pesaggio alla tristezza e la desolazione per la sua distruzione.

Oggi per noi è un piacere parlare del viaggio di Antonino Mineo, ciclista bagherese, classe 1970, che quest’anno ha voluto percorrere con la sua bici le strade di una parte della nostra meravigliosa Italia, pedalando e ammirando i paesaggi meravigliosi della nostra patria e che quelli che la natura stessa ha deturpato con la sua forza immane.

Il viaggio prende spunto da delle date storiche dolorose quanto significanti per noi Italiani:

  • 28 dicembre 1908 –Terremoto a Messina-;
  • 23 novembre 1980 –Terremoto dell’Irpinia-;
  • 6 aprile 2009 –Terremoto a L’aquila-;
  • 24 agosto 2016 –Terremoto ad Amatrice; 26 settembre 1997 –Terremoto in Umbria e Marche.

Il percorso di Antonino comincia così dalla sua prima tappa: Messina, in treno verso gli altri luoghi che hanno visto la loro devastazione.
La pedalata, quindi comincia da Salerno, attraversando la sp 88 che lo ha portato alla bellissima città di Avellino.

Amatrice – 1° Settembre 2016, Ansa

Dopo aver lasciato Avellino, il nostro ciclista bagherese ha continuato il suo viaggio fino a Benevento, dirigendosi poi verso Isernia, mettendo piede per la prima volta nella sua vita nel Molise. Giunto ad Isernia, il nostro amico Nino, ha attraversato la strada statale arrampicandosi sugli Appennini fino a Roccaraso, fino a 1.250 mt, scendendo poi in picchiata di circa 40 km, sino a Sulmona. Il tutto per un totale di 197 km in un giorno.
Pedalare non è stato, però, faticoso per Nino, che ammirando i meravigliosi paesaggi del suo tragitto, che oggi hanno di nuovo un bel volto, si sente ripagato dei suoi sforzi fisici.
Il viaggio del nostro bagherese continua verso una meta molto particolare: Amatrice, ancora devastata e desolata dopo quel fatidico giorno, solo macerie. Un paesaggio deturpato dal sisma che comunica quanto la natura sia talmente forte da far soccombere l’uomo e tutto ciò che lo circonda.
Passare per L’Aquila è un obbligo morale ed è lì dove il nostro cicloviaggiatore trova rifugio in una casetta utilizzata subito dopo il sisma.
Nino continua a pedalare per gli appennini facendo tappa a Cascia, Norcia e infine a Spoleto, che rappresenta l’inizio del percorso verso la meravigliosa città di San Francesco: Assisi.

Ancora ricordiamo il giorno in cui fecero vedere nei tg la caduta del tetto della chiesa di Santa Maria degli Angeli, grande distruzione artistica. Per fortuna Nino ha trovato Assisi sempre meravigliosa e piena di suggestioni.
Il percorso si espande da Assisi verso il lago Trasimeno in direzione Toscana per poi attraversare il lago di Bolsena in direzione Civitavecchia.
Il viaggio di Nino Mineo finisce qui, ma le nostre riflessioni continuano.
L’Italia vista dalla bicicletta di Nino è un insieme di luoghi, di bellezza, di distruzione, di arte, di sofferenza e di amore che non dobbiamo dimenticare.

Spesso la natura ci ricorda che siamo soltanto ospiti su questa terra. I fenomeni sismici sono drammatici promemoria. A noi resta l’obbligo di provare a ricostruire, con attenzione per la vita umana e rispetto reverenziale per l’ambiente. L’ordine delle cose va osservato, non rovesciato.

 

Redazione

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Salvatore Maggiore

24 anni, una laurea in Ingegneria Dell'Energia da condire con una magistrale ancora da completare. L'amicizia è un pilastro fondante della mia vita per cui mi dedico a dare spazio a Politica, Musica e Ambiente con cui sono in rapporti fraterni.

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