PUBBLICITÀ MOTTA: POSSA UN ASTEROIDE COLPIRMI

Ho assistito ad una scena terribile.

 

Esplosioni fragorose dilaniavo tutto il pianeta. Case, scuole e ospedali venivano distrutti all’improvviso. Gli abitanti della terra, ignari di tutto, perdevano la vita senza neanche accorgesene. La cosa peggiore è che accanto a me c’era mio nipote. Ma il piccolo non era spaventato. Anzi, rapito dalle immagini, sorrideva amabilmente di fronte a quel terrificante eccidio. Sapeva che il responsabile di tutto era una strana creatura rosa, nota come Majin Bu. E sapeva anche che probabilmente i terrestri sarebbero resuscitati grazie alle sfere del drago. E penso che sapesse anche che si trattava solo di una finzione. Mio nipote stava guardando una puntata di Dragon Ball su Italia Uno e vi posso assicurare che la notte dorme tranquillo.

 

Ora, questa premessa era necessaria per analizzare una delle polemiche più assurde degli ultimi tempi, quella che si è scatenata per lo spot di una celebre merendina. Nella pubblicità, trasmessa sulle principali reti televisive, una bambina chiede alla madre una colazione in grado di coniugare leggerezza e golosità; la mamma esclude l’ipotesi, invocando un asteroide sulla propria testa qualora avesse torto. E l’asteroide infuocata arriva puntuale.

 

Tutto molto goliardico, tutto molto divertente, tutto molto pungente. Invece no. Dalla rete si solleva un vespaio di critiche e sommosse popolari che nemmeno per le cinque giornate di Milano. I produttori vengono accusati di diffondere violenze tra i ragazzini e di ferire la loro sensibilità. Genitori inferociti si lanciano in commoventi filippiche sulle bacheche facebook per tutelare i diritti dei figli, troppo scossi da questo modo tanto moderno di fare satira.

 

Addirittura l’AIART (Associazione Italiana telespettatori) ha fatto esposto all’AGCOM e alla RAI affinché questo spot non venga trasmesso in fascia protetto. Una marea di buonismo e moralismo che si abbatte su una strategia di comunicazione moderna e immediata, che richiama da vicino i video che spopolano nelle pagine social e fanno ridere milioni di adolescenti.

 

Mai ci si sarebbe immaginati una ristrettezza da ancien règime nella valutazione dei contenuti, soprattutto da parte di quelli che, in teoria, sono cresciuti quando in TV spopolavano la Gialappa’s Band e Luttazzi, Antonio Albanese e Giobbe Covatta.

 

Nel frattempo Dragon Ball è finito e cominciano i Simpson. Possa un asteroide colpirmi se mio nipote cambierà canale.

 

Marco Maggiore

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Redazione

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