PRISONER 709: CAPAREZZA E LA PRIGIONIA DELL’ARTE

Caparezza live

Caparezza torna dopo tre anni da Museica con “Prisoner 709“, un album introspettivo e difficile, che arriva alla conclusione di un periodo complicato per l’artista di Molfetta, ormai 43enne. L’album esce in concomitanza con il primo singolo, “Ti fa stare bene“, ed è stato anticipato la settimana prima dal video musicale del brano “Prisoner 709”.


 

Michele Salvemini, in arte Caparezza, classe ’73, comincia la sua carriera nel 1995 con lo pseudonimo di Mikimix componendo brani melodici e minimali e ottenendo poco successo di critica e di pubblico.

“…dall’autodisgusto nacque il sè stesso odierno.” 

Così lui definisce il cambiamento che lo porta a cambiare nome (in dialetto Molfettese, “testa riccia”) far crescere ricci e pizzetto, usare la celebre voce nasale e approcciarsi al Rap. Questo passato torna più volte nella discografia di Caparezza, nonostante egli cerchi di distaccarsene considerando il suo mutamento una vera e propria abiura di sé.

Caparezza mikimix michele salvemini

Caparezza e il suo passato da “Mikimix”

Sul contrasto tra persona e personaggio, uomo e artista, si basa Prisoner 709:

7 è il numero di lettere che compongono il nome Michele, 9 per Caparezza;

7 è il numero di album pubblicati dal rapper, 9 se consideriamo quelli come Mikimix.

Lo “0” (che può essere letto come congiunzione disgiuntiva) rappresenta il disco e la sua forma circolare, che nei brani contiene elementi dal 7, l’uomo, e altri dal 9, l’artista.

 

LA MALATTIA, LA CRISI E LA “PRIGIONIA”

L’album arriva alla fine di un periodo di crisi interiore per il rapper pugliese, a cui due anni fa è stato diagnosticato l’acufene, un disturbo che causa un fastidiosissimo ronzìo all’orecchio e che colpisce spesso chi vive di musica. Questo evento ha messo in discussione la sua stessa carriera, “Sono ancora in grado di fare un album rap a 43 anni?” “Sono fatto per fare musica?” si chiede lui, un artista che non ha mai tentato un approccio radio-friendly nella sua musica, piena di sagge citazioni e metriche elaborate, e che nonostante questo ha raggiunto quasi sempre un enorme successo di pubblico.

Michele ha provato con la psicoterapia, con i farmaci, ma tutto ciò non ha aiutato. L’acufene è un fastidio, un disturbo, una gabbia con cui devi aver a che fare per sempre. Qui comincia il concept della prigionia, la prigionia del suo corpo, la prigionia dell’arte che tanto ha dato ma tanto ha tolto. Come l’udito.

L’ispirazione arriva anche dall’esperimento di Philip Zimbardo, professore di Stanford che nel 1971 convinse un gruppo di studenti dell’ateneo a vivere per alcuni giorni in carcere, divisi tra detenuti e guardie. L’esito di tale esperimento ha convinto l’artista a seguire questo concept per rappresentare il tema del nostro ruolo della società e come esso ci influenzi nelle nostre scelte.

Caparezza Prisoner 709

La copertina di Prisoner 709

L’album si compone di 16 pezzi, ognuno è un capitolo del suo percorso interiore in cui egli risale a partire dal primo brano, per liberarsi delle angosce. In ogni capitolo Caparezza si diverte a trovare due termini in contrapposizione tra loro, uno da 7 lettere e l’altro da 9 (Romanzo o Biografia, Ricorda o Dimentica, Servire o Comandare), gettandosi nel profondo della sua mente e distaccandosi, dunque, dai suoi precedenti lavori in cui il tema centrale era la critica sociale e ciò che accadeva al suo esterno. Museica in copertina era un paesaggio colmo di colori e serenità, Prisoner 709 è solo una gabbia con dentro l’artista pieno di angoscia e…bianco e nero.

 

I BRANI

Il primo pezzo è un featuring con John De Leo, Prosopagnosia, malattia su cui indagò Oliver Sacks, neurologo, e che consiste nell’incapacità di riconoscere il volto delle persone; proprio ciò che accade a Capar…Michele, di guardarsi allo specchio e non riconoscere più la persona sotto l’artista. A questo punto comincia la pena con Prisoner 709, brano uscito anticipatamente, e non per caso, il 7/9 e che presenta sonorità molto pesanti (metal is not dead si legge su un muro del video).

Nell’album è presente anche la psicologia, con Forever Jung, che viene paragonata al rap in quanto “flusso di coscienza”. In questo brano collabora Darryl Mc Daniels dei DMC, gruppo che ha contribuito parecchio alla formazione di Caparezza. Viene toccata anche la religione in Confusianesimo, a cui l’artista non riesce ad affidarsi in quanto scettico per natura.

In Prisoner 709 ci sono più collaborazioni: Migliora la tua vita con un click è un brano realizzato con Max Gazzè, invece in Minimoog ritorna John De Leo.

Larsen, brano del capitolo sulla tortura, è il termine con cui indica quell’effetto che chi vive nel mondo della musica conosce bene. E’ quel fischio fastidioso che si sviluppa quando i suoni emessi da un altroparlante ritornano ad essere captati da un microfono o dal pick-up di uno strumento (chi ascolta Jimi Hendrix capirà di cosa sto parlando). Un chiaro riferimento alla tortura di cui il rapper di Molfetta è vittima da due anni.

In conclusione, tuttavia, Caparezza spiega di non essere depresso e di aver accettato sè stesso con tutti i mali e le sofferenze che lo accompagnano (Prosopagno sia!).

 

 

La presentazione dell’album è avvenuta il 14 settembre, giorno prima della pubblicazione, a Milano, in cui l’artista ha spiegato il significato del titolo e il modo in cui egli è arrivato a concepire questo disco.

Caparezza ama giocare con le parole, scherzare e schernire gli interlocutori e lo fa anche durante le conferenze stampa:

“..sono appassionato di numerologia: se al numero 709 del titolo del disco togli i miei 43 anni d’età, ottieni 666, sono diabolico…” 

 

Il 17 novembre ad Ancona inizierà il tour dei palazzetti, e proseguirà a Bari, Firenze, Bologna, Napoli, Roma, Brescia, Padova, Milano e Torino.

 

 TRACCE

 

  1. Prosopagnosia     Michele o Caparezza (capitolo: il reato) (feat. John De Leo) – 3:45
  2. Prisoner 709     Compact o Streaming (capitolo: la pena) – 3:57
  3. La caduta di Atlante     Sopruso o Giustizia (capitolo: il peso) – 4:26
  4. Forever Jung     Guarire o Ammalarsi (capitolo: lo psicologo) (feat. DMC) – 4:21
  5. Confusianesimo     Ragione o Religione (capitolo: il conforto) – 4:27
  6. Il testo che avrei voluto scrivere     Romanzo o Biografia (capitolo: la lettera) – 4:32
  7. Una chiave     Aprirsi o Chiudersi (capitolo: il colloquio) – 4:05
  8. Ti fa stare bene     Frivolo o Impegnato (capitolo: l’ora d’aria) – 4:10
  9. Migliora la tua memoria con un click     Ricorda o Dimentica (capitolo: il flashback) (feat. Max Gazzè) – 4:45
  10. Larsen     Perdono o Punizione (capitolo: la tortura) – 4:20
  11. Sogno di potere     Servire o Comandare (capitolo: la rivolta) – 4:02
  12. L’uomo che premette     Innocuo o Criminale (capitolo: la guardia) – 3:20
  13. Minimoog     Graffio o Cicatrice (capitolo: l’infermeria) (feat. John De Leo) – 1:45
  14. L’infinto     Persone o Programmi (capitolo: la finestra) – 4:15
  15. Autoipnotica     Fuggire o Ritornare (capitolo: l’evasione) – 5:10
  16. Prosopagno sia!     Libertà o Prigionia(capitolo: la latitanza) – 4:21

 

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Stefano Morana

Poco più che ventenne, sono un gran simpaticone con tante idee in testa. Appassionato di musica e suonatore (musicista "suona" fin troppo professionale) da molti anni, mi esibisco in giro per il mondo...più o meno. Nella mia testa occupano spazio tante altre passioni, politica e società più di tutte, ma anche cinema, tecnologia e comunicazione. Ah, sono inoltre un universitario in crisi.

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