PALERMO. INCHIESTA SULL’UNIVERSITÀ: QUATTRO DOCENTI SOSPESI

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Quattro docenti universitari siciliani sono stati raggiunti da provvedimenti di interdizione per un’inchiesta sui concorsi universitari: Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato dell’Università di Palermo e Andrea Colli Vignarelli dell’Università di Messina. Vi è anche un ex professore di Giurisprudenza, Andrea Parlato, tra gli indagati per delle presunte pressioni atte a favorire la figlia.

 

Le indagini rientrano nell’ambito della maxi-operazione della guardia di finanza – Chiamata alle armi, questo il nome – che include 59 indagati nel mondo universitario (verso i quali sono stati eseguiti 29 provvedimenti cautelari) e più di 150 perquisizioni presso Uffici pubblici, abitazioni e studi professionali.

 

L’investigazione ha avuto inizio dal tentativo di alcuni docenti universitari di far ritirare la candidatura di un ricercatore al concorso per l’ASN, Abilitazione Scientifica Nazionale, per agevolare un altro candidato, in possesso di meriti curriculari inferiori. Le successive indagini hanno rilevato una strutturata rete di accordi tra numerosi professori, alcuni dei quali ricoprono importanti cariche all’interno di commissioni nazionali, con l’intento di rilasciare abilitazioni secondo logiche di favori per soddisfare interessi personali.

 

Sette professori sono stati – attualmente – arrestati, titolari di cattedre in diversi atenei Italiani tra cui Napoli, Varese, Bologna, Siena e Firenze. Tra gli indagati vi è anche Augusto Fantozzi, Ministro delle finanze dal 1995 al 1996, Ministro del bilancio e della programmazione economica nel 1996 e Ministro del commercio con l’estero dal 1996 al 1998.

 

 

Fabio Mazzola, prorettore vicario dell’Università degli Studi di Palermo

Il prorettore vicario dell’Università degli Studi di Palermo, Fabio Mazzola, ha rilasciato una dichiarazione sulla vicenda: “L’Ateneo, come di prassi in presenza di notizie stampa che riportino il coinvolgimento di propri docenti in procedimenti penali, ha formulato una richiesta di informazioni ufficiali alla Procura della Repubblica di Firenze. […] Se fo

ssero confermate eventuali misure cautelari a carico di docenti in servizio presso l’Ateneo, tali da incidere con il regolare assolvimento dei compiti istituzionali da parte degli stessi, verranno adottati più opportuni provvedimenti“.

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