Non è una Regione per giovani.

1817. “L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto“.

Lo scriveva Goethe duecento anni fa, ma nel 2017,  noi giovani siciliani siamo costretti a trovare le chiavi del nostro futuro altrove.

 

Molto spesso mi ritrovo a parlare “classifiche sociali” e potrei sembrare parecchio logorroico; ma quest’ultime, se ricavate da fonti attendibili, riassumono molto chiaramente il quadro della situazione odierna.

 

Analizzando l’esodo dei giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, la Sicilia è seconda soltanto al Veneto (dato AIRE 2013).

E’ stimato che ogni anno, centomila giovani, pari ad una città di medie dimensioni, lasciano il Sud e vanno all’estero per conseguire un titolo universitario più facilmente spendibile, oppure per lavorare.

 

Ma cosa spinge i giovani verso un esodo che diventa sempre più di massa?

La Sicilia è la terza regione europea per numero di ragazzi tra i 18 e i 24 anni che non studiano e non lavorano (Neet), parliamo del 41,4% del campione.

Ed ecco spiegato il motivo, un dato che fa rabbrividire.

 

Riescono a fare “meglio” di noi soltanto la Guyana francese in Sud America e il Severozapaden in Bulgaria. Considerando che il PIL pro capite bulgaro è pari a meno di due terzi rispetto a quello italiano, non va di certo bene ma decisamente malissimo.

In Sicilia riusciamo a superare di quasi 5 punti la media del 36,6% di Neet calcolata nel Mezzogiorno. Siamo dei fuoriclasse.

 

Cosa spinge la Sicilia ad essere nella top three di quasi tutte le classifiche che riportano dati drammatici? 

Quelli citati poc’anzi sono dati certificati che fanno emergere il fallimento delle politiche giovanili messe in campo in questi anni. Dal governo nazionale a quello regionale, dalla destra alla sinistra, noi giovani siamo le cavie di scellerate politiche che ci affliggono da più di venti anni.

 

Riforma Gelmini, Buona Scuola, Garanzia Giovani, Jobs Act e Piano Giovani.

Una marea di “minchiate“.

Non hanno solamente disatteso tutte le aspettative, ma hanno soprattutto tradito le speranze di centinaia di migliaia di giovani.

 

Investire sui giovani significa investire sul futuro. Lo scrivevo un mese fa su un mio articolo.

Riuscirò a realizzare i miei sogni nella mia terra? Girerei il mondo in lungo e in largo, però casa ne chiami solo una.

 

E’ vietato calpestare i sogni.

O cambiamo o emigriamo.

 

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Ignazio Restivo

Bagherese, nato a Palermo il 16-08-1991, studente presso il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche dove ha ricoperto e continua a ricoprire la carica di rappresentante degli studenti presso diversi organi collegiali. Fa dell' associazionismo universitario e della rappresentanza la sua passione più grande; in qualche modo un giovane deve pur tenersi impegnato.

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