Marvel/Netflix’s The Defenders: cosa ne penso.

Sulla fortunata scia dei film e delle serie tv che condividono un universo cinematografico, anche Netflix ad agosto ha presentato alla sua utenza la serie che riunisce i supereroi Marvel che finora sono stati protagonisti dalle loro serie singole in un unico crossover: Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist. 

Il progetto Netflix prevedeva già dal principio che le realtà di questi supereroi dovessero incrociarsi in un’unica serie e per gli appassionati del genere, The Defenders sarebbe dovuta essere un punto di svolta per quanto riguarda i prodotti audiovisivi firmati Marvel veicolati sul web. 

Per farla in breve, la trama dei Difensori vede i quattro eroi riunirsi per fermare il clan de “La Mano”, organizzazione millenaria formata da spietati ninja con il potere di ritornare in vita dopi essere stati sconfitti in battaglia che ha appena riportato in vita la loro arma più letale: Black Sky.
La struttura della sequenza delle puntate è lineare: gli eroi non si conoscono ma vengono a contatto con la crudele realtà de “La Mano” finché una volta riuniti, decidono di unire le forze per far fronte ad un nemico comune. Semplice. 

La serie dal punto di vista tecnico non ha grandi difetti: interessante la fotografia delle puntate iniziali in cui i personaggi, non ancora riuniti, sono fortemente caratterizzati da un tema cromatico appropriato (Daredevil dal rosso, Cage dal giallo, Jones dal blue e Iron Fist dal verde); nonostante le scene d’azione siano adrenaliniche, esse si presentano  anche ben coreografate e lo spettatore non perde mai il punto di vista esatto del chi sta picchiando chi; la regia è pulita, alterna movimenti di macchina fluidi ad inquadratura ricercate; la colonna sonora è stata scelta con grande cura, ogni traccia è parta della narrazione e ci racconta qualcosa; la recitazione è di livello cinematografico e la Weaver è la ciliegina sulla torta. 

 

Sigourney Weaver infatti è il principale villain della serie e sebbene apporti un poderoso valore all’intera serie, il suo personaggio probabilmente è anche il problema principale.
Il carisma, la tenacia e le ambizioni di un villain così curato sono infatti rese vane dalle poche azioni risolutive che compie e come si sa in questi casi, la buona riuscita della serie/ del film dipende dal villain di turno, dalle sue gesta e dalla volontà che lo muove.

La questione della lotta eterna fra bene e male adesso avviene a New York e purtroppo a guidare le forze degli antagonisti troviamo un personaggio che ti lascia la mera impressione dell’occasione sprecata: un arco narrativo che avrebbe potuto offrire qualcosa di più, a livello emotivo, allo spettatore se solo in fase di scrittura avessero concentrato qualche scena cruciale in più verso l’avvicendarsi di questo personaggio. 

 

Parlando di personaggi, le interazioni tra i super-eroi sono gestite in maniera ottimale e i loro rapporti evolvono in tempistiche adeguate, però, con ogni probabilità la gerarchia tra i protagonisti è stata falsata dal “dannato” indice di gradimento, infatti i Difensori, proprio come i primi Avengers sul grande schermo con Iron Man, soffrono troppo di DareDevil-centrismo.

Tutti i personaggi hanno lo giusto spazio per mostrarsi inclini al gioco di squadra e dimostrarsi utili nelle situazioni critiche, ma sfortunatamente gli sceneggiatori si sono lasciati prendere la mano da uno scatenato problem solving del diavolo di Hell’s Kitchen, piccolo neo non cruciale, ma che mi è impossibile non annoverare. 

Dunque la serie si attesta sopra la sufficienza secondo chi vi scrive e se già avete visto tutte le serie “prequel”, dategli una chance, saprà sicuramente intrattenervi. 

 

Episodi: 8 

Cast:   

 

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Fabio Aiello

Comunicatore, Content Creator, Attore teatrale, Aspirante Grafico. All’apparenza una persona impegnata, si nasconde in realtà un fanatico nerd: giocatore di Ruolo, appassionato di Cinema, Calcio e VideoGames. Dopo la laurea in Comunicazione sta ancora cercando di capire come sfruttare le sue competenze: ammesso che ne abbia davvero.

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