LE BELLEZZE DI BAGHERIA SUL GIORNALE DI SICILIA

Chi per la prima volta ha la possibilità di affacciarsi da Palazzo Butera e scrutare l’orizzonte può riuscire a cogliere l’essenza e le sfumature di Bagheria. Il lungo Corso Butera, che secondo la tradizione il Principe Giuseppe Branciforti avrebbe tracciato in una sola notte, attraverso tutta la città, scende verso quello che per tutti è il Rettifilu e si perde tra l’azzurro del cielo e del mare.

 

Un panorama unico e irripetibile, che mescola elementi diversi e talvolta contraddittori, dove natura e cultura sono da sempre destinate ad incontrarsi. Bagheria nasce proprio dall’esigenza, avvertita dai nobili siciliani sul finire del seicento, di rifugiarsi nella quiete della campagna per scappare dai tumulti e dal caos palermitano. Qui edificano le loro splendide ville in stile barocco, vanto del territorio e oggi simbolo della città.

 

Il maestoso Palazzo Butera costruito per volere del già citato Giuseppe Branciforti nel 1658, celebre per le sua sala affrescata dal Borremans; Villa Palagonia, che con i suoi stravaganti mostri rapì persino lo scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe, che fu ospite del Principe Francesco Ferdinando II nel 1787; Villa Aragona – Cutò, attuale sede della biblioteca comunale Francesco Scaduto, nella quale si conservano altri sontuosi affreschi del Borremans come il giudizio di Paride, Amore di Venere e Marte, Mercurio e Argo, Ercole e Anteo; Villa Cattolica che adesso custodisce le opere del Maestro Renato Guttuso e il Museo di arte contemporaneo a lui dedicato; Villa Valguarnera e Villa San Cataldo con i loro splendidi giardini; Villa Sant’Isidoro De Cordova, che si affaccia sul delizioso borgo marinaro di Aspra.

 

Oltre che per la bellezza architettonica delle ville, Bagheria è sempre stata nota per la vivacità intellettuale che ha caratterizzato soprattutto il periodo del secondo dopo guerra. Idee, pensieri e opinioni correvano velocemente lungo Corso Umberto, chiamato dai bagheresi i U stratunieddu. Era qui che avvenivano gli incontri e gli scontri, era qui che si discuteva di politica e lavoro, era qui che trovava spazio il dibattito e il confronto. Del resto su Corso Umberto si affacciava la Putia di Ignazio Buttitta, poeta civicamente impegnato e amico intimo del pittore Renato Guttuso.

 

E ancora il Bar Aurora, dove si riversavano i fedeli dopo la messa celebrata alla Madrice o al Sepolcro. Veri e propri luoghi della memoria collettiva, indimenticabili per le vecchie generazioni e riportate all’attenzione delle nuove grazie alla magistrale opera di Peppuccio Tornatore, capace con il film Baaria di riportare in vita i ricordi dei nostri nonni.

 

Ricordi che, del resto, tornano alla mente ogni qualvolta si sente nell’aria l’odore dello sfincione caldo, delle sfince di San Giuseppe o delle iris appena sfornate. Perle di una preziosa tradizione gastronomica in grado anche di rinnovarsi e di adeguarsi ai tempi. Lo dimostrano le eccellenti trattorie e i rinomati ristoranti, premiati dalla critica e dai clienti. D’altronde la tavola è emblema della convivialità e della socialità, tratti distintivo del bagherese.

 

Eppure, quando qualcuno è in cerca di pace e riflessione, Bagheria offre altrettanti luoghi di magnifica solitudine: i verdi boschi di Monte Catalfano, che dominano e sovrastano la città dall’alto; le silenziose calette di Mongerbino, dove l’unico rumore concesso sono le onde del mare sugli scogli; l’Arco Azzurro, famoso per una pubblicità di una marca di cioccolatini e di recente restituito alla cittadinanza; le spiagge di Aspra all’alba e al tramonto, con il sole  che sembra nascere e morire in mare.

Questa è Bagheria: una magnifica opera incompiuta di perfezione e imperfezione.

 

L’articolo è stato scritto da i “picciotti” ru “U Stratunieddu” per il Giornale di Sicilia.

U Stratunieddu è luogo di voci, d’incontri, di scontri. U Stranieddu è pensiero libero che dalla Madrice arriva a Palagonia. U Stratunieddu è la Putia di Ignazio Buttita, l’uomo che accattava i dollari, il Bar Aurora. U Stratunieddu è segno della memoria che resta viva nel cuore e nella mente dei bagheresi. U Stratunieddu è tradizione. Noi abbiamo deciso di renderlo innovazione, portando le notizie, le curiosità, le immagini e gli echi di Bagheria sulla piazza multimediale di Internet. U Stratunieddu è Bagheria nella sua massima declinazione.

 

Fabio Aiello, Filippo Miosi,

Ignazio Restivo, Luca Puleo,

Mariateresa Mineo, Salvatore Maggiore,

Sergio Moretto, Stefano Morana

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Redazione

Il nostro team, composto da giovani bagheresi, ha scelto questo nome proprio per riportare in vita lo spirito e l’importanza dell’antico Stratunieddu nel nuovo locus del sapere, il Web. Il nuovo blog di informazione si propone di informare i cittadini di Bagheria, e delle zone limitrofe, su ciò che accade intorno a noi.

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