La processione di Maria Santissima Addolorata ad Aspra.

12 Luglio 1835. La costa palermitana è sconvolta da un’epidemia di colera, portata a terra da alcuni marinai. Anche Aspra, un borgo di pescatori alle porte di Palermo, deve affrontare il terribile morbo. Per la propria salvezza e quella dei figli i pescatori di Aspra cercano la protezione della Madonna, il cui simulacro viene portato in processione insieme a quelli di Santa Rosalia e di San Giuseppe. In pochi mesi il contagio si fece meno frequente e, infine, la malattia venne sconfitta.

Da allora il legame tra la Santissima Addolorata e la comunità asprense è divenuto indissolubile. Ogni anno le prime due settimane di Settembre sono dedicate al culto della Madonna, celebrata sia con una processione per le vie del paese sia con una processione a mare.

Oggi, 15 Settembre, si terrà la processione via terra. Un rito che si ripete ogni anno, ciclico, tradizionale eppure sempre entusiasmante agli occhi di chi osserva. Il Simulacro della Santissima Addolorata viene trasportato sulle spalle dagli uomini della Confraternita. Ancora oggi alcuni di questi affrontano il percorso a piedi scalzi, simbolo di una devozione genuina e spontanea. Gli uomini di Aspra, che pure sono sempre proiettati verso le onde del mare che li chiama e l’invita a navigare, dimostrano tutto il proprio attaccamento alla propria terra e alla loro protettrice. I loro piedi toccano direttamente il suolo ed è dolce il peso sulle loro schiene ricurve. Il volto della Madre Vergine pone su di loro uno sguardo che trasuda dolore e sofferenza ma al contempo rivela amore e dona speranza. Dietro il simulacro si raccoglie l’intera comunità asprense: donne, anziani, bambini. Tutti riuniti dal forte senso di appartenenza di un borgo che ha una propria e immodificabile identità.

Un’identità che emerge con tutta la sua potenza nel canto che accompagna il rientro del simulacro in chiesa:

Dio vi salvi, Rigina, e Matri Addulurata,

vi sia raccumannata cist’aimma mia.

‘Na ràzia io vurria: vurria ‘stu cori ‘ngratu

La me vita è passata tra tanti ‘ran piccati,

priatici, priati a Vostru Figghiu;

chi mi rassi cunsigghiu; chi pozza cuntimplari

li peni vostri amari, o Matri affritta.

Ahimé, tanta minnitta! Ahimè c’haiu piccatu!

Ancira haiu attraggiatu u Nazarenu.

Io chianciu e vegnu menu! Ch’un pozza mai

cissari di spissu lacrimai ali me arruri.

Stu cori cu duluri spizzatimillu Vui;

piccari un vogghiu cchiui, chiuttuostu mortu.

A mia rari cunfortu nall’urtima agunia

e comu matri mia nun mi lassati.

Chist’aimma mia purtati dra ‘n celu gluriusa

bieddra matri amurusa, eternamenti.

Li Celi su cuntenti chist’aimma quannu arriva:

Viva Maria, Viva l’Addulurata.

Commenti

Redazione

Il nostro team, composto da giovani bagheresi, ha scelto questo nome proprio per riportare in vita lo spirito e l’importanza dell’antico Stratunieddu nel nuovo locus del sapere, il Web. Il nuovo blog di informazione si propone di informare i cittadini di Bagheria, e delle zone limitrofe, su ciò che accade intorno a noi.

More Posts

Follow Me:
Facebook