Bojack Horseman: la finestra sull’anima di tutti noi

In questi anni abbiamo visto molti cartoni animati fare satira e sensibilizzare gli spettatori su argomenti di interesse generale: capostipite di questo filone è certamente la fortunata serie I Simpson che, dall’inizio degli anni 90, dissacra l’America e ne accentua i difetti con la speranza di far scattare qualcosa nella mente di chi assiste agli episodi che hanno come protagonisti Homer Simpson e la sua famiglia.

Tuttavia, da un paio di anni a questa parte, numerose sono le serie che hanno deciso di prendersi questo “fardello” e di trattare argomenti che, solitamente, non sono propri di un cartone animato: una delle ultime in ordine cronologico è Bojack Horseman, serie animata prodotta da Netflix, che ha come protagonista un cavallo antropomorfo.

La sinossi della serie è molto semplice: Bojack è un ex-attore di successo, che negli anni ’90 era molto famoso per una serie tv per ragazzi dal titolo “Horsin’ around”. Ma adesso, dimenticato da tutto e da tutti e fuori dalle luci dalla ribalta, cerca disperatamente di essere ricordato mentre cerca di scacciare i demoni interiori che lo tormentano.

La serie, inizialmente, si presenta come un miscuglio di gag dalla comicità non-sense propria di altre serie animate stile “I Griffin”, ma con il passare degli episodi ci si rende conto che è molto più di questo: nonostante Bojack viva nel lusso e sia formalmente una celebrità affronta drammi profondi in cui ognuno di noi si può identificare. La solitudine che lo attanaglia, il costante senso di inadeguatezza che lo pervade e che lo porta ad allontanare tutte le persone care, il bisogno di sapere se è o no una brava persona.

Sono tutte domande che prima o poi ciascuno di noi, nella propria vita, si pone. Nel corso delle prime tre stagioni( la quarta è uscita, su Netflix, l’8 Settembre ndr), si può notare l’evoluzione del personaggio e la corrente filosofica che lo contraddistingue: il nichilismo esistenziale. Questa corrente filosofica, infatti, sostiene che nulla nella vita abbia senso, l’esistenza stessa è priva di significato, dunque per sopravvivere ed evitare il suicidio ci sono diverse scelte che l’uomo può fare. Bojack Horseman presenta come prima soluzione quella della distrazione: Bojack è circondato da distrazioni, azioni apparentemente futili che riempiono la sua vita impedendogli di pensare. E quando le distrazioni vengono a mancare Bojack fugge dalle sue responsabilità e dai pensieri che lo attanagliano, cercando rifugio lontano dalla quotidianità e dai problemi della vita.

La serie, e nello specifico il suo protagonista, sono il perfetto ritratto dell’egocentrismo e del dramma dell’uomo moderno: sempre alla ricerca di “distrazioni” per evitare di pensare e di calarsi in quelli che sono i problemi che lo affliggono. Bojack Horseman è, senza ombra di dubbio, una di quelle serie che bisogna guardare: è una di quelle opere che, pur avendo momenti di ilarità notevole mista alla satira sulla società, ci offre un’interessante introspezione sull’animo umano che difficilmente può essere trovata in altri prodotti animati.

Commenti

Filippo Miosi

Bagherese doc, studente universitario presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Palermo. Gli piace scrivere, soprattutto di sport.

More Posts