UNIVERSITA’: E’ alle porte lo sciopero dei docenti per gli esami autunnali

Lo sciopero di alcuni docenti universitari, preannunciato nei mesi precedenti, è stato confermato. Tra il 28 agosto e il 31 settembre 2017, saranno sospesi alcuni appelli d’esame.

 

La lettera in cui si annunciava lo sciopero è stata firmata dal Prof. Carlo Vincenzo Ferraro, del Politecnico di Torino, in qualità di coordinatore, al quale si sono aggiunti altri circa 5500 professori e ricercatori universitari.

 

I docenti chiedono che “vengano sbloccati gli scatti stipendiali relativi al quadriennio 2011/2015, a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché com’è attualmente, dal 1° gennaio 2016 e che sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015”.

 

Ma nello specifico, cosa comporta questo sciopero?

La lettera redatta dal Movimento per la dignità della docenza universitaria, indica le modalità della manifestazione di astensione:

 

  • Nella sessione di esami di profitto autunnale p.v., relativa all’anno accademico 2016-2017, ci asterremo dal tenere il primo degli appelli degli esami di profitto già programmati nel periodo anzidetto, per la durata massima di 24 ore corrispondenti alla giornata fissata per il primo degli appelli che cadano all’interno del periodo 28 agosto-31 ottobre 2017, così come comunicato da ciascun Professore o Ricercatore al Direttore del Dipartimento ovvero alla propria struttura di riferimento;
  • Tutti gli esami corrispondenti verranno, di conseguenza, spostati all’appello successivo, che si terrà regolarmente;
  • Verrà assicurata in ogni caso la tenuta di almeno un appello degli esami di profitto nell’ambito del periodo 28 agosto – 31 ottobre p. v. Pertanto, nelle Sedi in cui i calendari degli esami prevedano un solo appello per gli esami di profitto in tale periodo, e questo cada nel periodo anzidetto, ci asterremo dal tenere tale appello, per la durata massima di 24 ore corrispondenti alla giornata fissata, ma chiederemo alle strutture degli Atenei di competenza di fissare un appello straordinario dopo il quattordicesimo giorno dalla data del giorno dello sciopero;
  • Verranno assicurati tutti gli esami di profitto al di fuori del periodo 28 agosto – 31 ottobre p. v;
  • Verranno assicurate inoltre in tale periodo tutte le altre attività istituzionali.

 

Tutto ciò è noto dal mese di giugno, ma ci sono news riguardanti i sostenitori dello sciopero.

 

La lista contenente i nomi dei docenti che aderivano allo sciopero, presa come punto di riferimento da parte degli studenti, potrebbe non essere aggiornata.

Anzi, potrebbero ancora aggiungersi i nomi di altri docenti.

 

Precisa il Prof. Carlo Vincenzo Ferraro: “tutti hanno il diritto di scioperare, non solo quelli che hanno firmato la lettera di proclamazione dello sciopero, perché non è necessario che ci si ‘iscriva’ in una lista preventiva di scioperanti”.

 

Ciò potrebbe causare non pochi problemi alla categoria che all’interno del tessuto universitario vive già parecchi disagi: gli studenti.

Quest’ultimi ,già martoriati, potrebbero vedersi slittare l’esame senza alcun preavviso.

 

E gli studenti laureandi della sessione autunnale?

A causa dello sciopero pare che l’unica soluzione possa essere lo slittamente delle sessioni degli esami di laurea e dei termini della consegna dei documenti utili.

Alcuni docenti pare siano favorevoli all’eventuale istituzione di un appello straordinario “riservato ai soli laureandi certificati”.

 

Da questa vicenda sorgono molteplici riflessioni.

Siamo sicuri che i docenti universitari non avessero altri modi per scioperare?

Perchè il target principale dello sciopero e dei disagi sono gli studenti e non le istituzioni?

Date le pessime azioni di governo che stanno trascinando sempre più nel degrado il sistema universitario italiano, non era auspicabile creare un fronte comune di protesta in sinergia tra docenti e discenti?

 

Oggi non sappiamo quali siano le risposte a queste domande, ma sappiamo per certo che l’Italia è tra gli ultimi paesi OCSE in termini di investimenti in università e ricerca.

 

Pare proprio che il nostro “bel Paese” non abbia proprio intenzione di puntare sui giovani e sul futuro.

 

Commenti

Ignazio Restivo

Bagherese, nato a Palermo il 16-08-1991, studente presso il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche dove ha ricoperto e continua a ricoprire la carica di rappresentante degli studenti presso diversi organi collegiali. Fa dell' associazionismo universitario e della rappresentanza la sua passione più grande; in qualche modo un giovane deve pur tenersi impegnato.

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