Sicilia blindata: nuove misure anti-terrorismo da parte della Prefettura

Quanto accaduto nei giorni scorsi a Barcellona non è di certo passato inosservato. La Spagna subisce il suo primo attacco terroristico con la stessa metodologia di come  è accaduto a Nizza:  estate calda, furgone con a bordo un pazzo dell’Isis, che guidando contro la folla proclama la sua fede uccidendo innocenti.

Ancora una volta morte, paura, terrore, shock. Ancora una volta l’Europa è sotto il mirino degli attacchi terroristi. Attacco ancora una volta non sventato e riuscito.

Ma cos’è che gli stati europei non riescono a prevedere? In cosa deficitano le forze di sicurezza? Uomini, mezzi e risorse? Una maggiore interconnessione tra le forze di security nazionali? Sta di fatto che il Governo Italiano, in risposta alla strage di Barcellona, si è adoperato per adottare un nuovo protocollo di sicurezza che dal Ministero degli Interni è stato inviato a tutte le prefetture italiane.

La Sicilia si è immediatamente allineata alle nuove disposizioni, le città adottano delle misure nuove, più restrittive.

L’area del lungomare catanese è divenuta inaccessibile, chiusa da transenne e da mezzi delle forze dell’ordine; la Valle dei Templi ha provveduto con inferriate e tornelli per vietare l’accesso alle auto; la situazione a Cefalù rimane però invariata, vista la ristretta dimensione delle strade che non permetterebbero l’attraversamento tramite un furgone; per non parlare di Taormina, rimasta blindata fin dall’organizzazione del G7.

E Palermo?  Nuovi blocchi di cemento saranno disposti per chiudere l’ingresso delle strade più rappresentative

Da piazza Croci verso piazza Castelnuovo, nei giorni in cui è prevista l’isola pedonale, vu sarà un aumento delle volanti e dei poliziotti di quartiere. Nuove barriere New Jersey sono state posizionate anche all’inizio dell’isola pedonale di via Maqueda, solitamente chiusa con transenne e auto della polizia municipale. I controlli verranno intensificati anche all’interno di monumenti e luoghi di culto.

Non finisce qui, anche porti, aeroporti e stazioni ferroviarie vedranno aumentare i controlli, e alle manifestazioni  di grande richiamo verranno attivati metal detector e varchi presidiati dalle forze dell’ordine. Sì, perché le manifestazioni sono sicuramente i momenti in cui una città è più vulnerabile, visto il grande numero di gente che ad esse partecipa, come ad esempio i concerti e spettacoli.

Per quanto riguarda quest’ultimi, poterli organizzare è ormai diventato faticoso anche per i più volenterosi visti gli obblighi di sicurezza e l’ingente quantità di forze dell’ordine che deve obbligatoriamente essere presente.

Questo aumenta, inoltre, non solo la fatica ma anche i costi organizzativi che ricadono sul prezzo dei ticket di partecipazione. Bisogna chiedersi se la gente è disposta a pagare di più un biglietto per poter partecipare ad un concerto in cambio di un evento che garantisca maggiore sicurezza.

La città di Palermo, come anche quella di Catania, a causa di una struttura organizzativa ancora macchinosa e poco liquida in materia di sicurezza pubblica, si è vista scavalcare da altre location siciliane che rispondevano a criteri di maggiore sicurezza e una maggiore preparazione organizzativa.

Ogni evento è ormai sottoposto ai criteri di safety e security previsti dalla “circolare Gabrielli”, che chiama in causa ogni attore facente parte dell’organizzazione dei grandi eventi.

Ma dopo un’attacco terroristico chi sarà veramente il responsabile? L’amministrazione comunale, i vigili del fuoco, la prefettura, la questura o la organizzatore dell’evento? Ci chiediamo, infatti, se queste nuove forme di sicurezza saranno sufficienti a rendere le città più sicure, se saranno sufficienti a farci sentire tranquilli se decidiamo di andare a vedere uno spettacolo o un concerto solo per la gioia di farlo.  Ci chiediamo se i responsabili saranno tutti gli attori presi in causa o nessuno di essi, se tutti o nessuno saranno capaci di fare mea culpa se un evento dovesse finire in tragedia per colpa di un furgone con a bordo un uomo DELL’ISIS, che guidando contro la folla proclama la sua fede.

Intanto invitiamo l’amministrazione comunale di Palermo ad oscurare le scritte di odio razziale impresse sulle barriere di cemento appena posizionate in Via Maqueda, che gli artisti possano essere liberi di decorarle cancellando odio e divisione.

 

Maria Teresa Mineo

 

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