Game of Sicily

Mancano poco più di due mesi alle elezioni regionali in Sicilia e la corsa a Palazzo D’Orleans non è mai stata così incerta. Molteplici sono le personalità che aspirano al ruolo di Governatore della Sicilia, tanto da non rendere chiari agli elettori neppure la composizione dei possibili schieramenti. Una situazione che ricorda moltissimo la trama de “Il trono di spade”, fortunatissima serie TV americana, tratta dai romanzi di George R.R. Martin, che racconta le avventurose contese per raggiungere il governo sui sette regni. Pertanto vogliamo provare a paragonare, goliardicamente, i papabili Presidenti della regione ai personaggi della serie tv.

Partiamo da quello che, a detta dei sondaggi, appare essere il favorito: Giancarlo Cancelleri. Sostenuto da un gruppo politico formato sostanzialmente da cittadini agguerriti ma inesperti, il deputato grillino ricorda Daenerys Targaryen. Come la giovane regina, Cancelleri dichiara di voler restituire libertà al popolo siciliano, liberandolo dalla gogna della cattiva amministrazione. Tuttavia il Movimento di Beppe Grillo ha spesso dimostrato di sbagliare le strategie e di sprecare il gradimento concesso dall’opinione pubblica. Se Cancelleri possiede davvero dei draghi, dovrà utilizzarli con sapienza strategica. Altrimenti, rischia di bruciarsi con il suo stesso fuoco.

Più complicata la ricerca di un leader nel Centro – Destra. Nello Musumeci, uno dei pochi politici ad essere apprezzato per la propria integrità morale, potrebbe ricoprire il ruolo di Jon Snow. Severo ma corretto, dallo sguardo austero e composto, Musumeci rappresenta il candidato più credibile per guidare la destra siciliana. La sua immagine di uomo tutto d’un pezzo è però poco gradita dalla alla futura coalizione. Gianfranco Micciché pare aver vestito i panni di Ditocorto, lavorando nell’ombra, per convincere Silvio Berlusconi ad appoggiare Gaetano Armao. Di ottima formazione professionale, cattedratico universitario con un passato da assessore sotto il governo Cuffaro, Armao potrebbe fare la Sansa Stark della situazione: nobile lignaggio ma poco carisma. Unire il centro-destra sarebbe una mossa vincente ma, come i signori che ne “il trono di spade” comandano sul nord, i politici della destra siciliana amano agire in libertà e metterli d’accordo è un’impresa ardua.

E il centro – sinistra? Non c’è dubbio che il Partito Democratico abbia perso gran parte della fiducia, ottenuta nelle elezioni del 2012, a causa della gestione fallimentare di Rosario Crocetta. L’attuale governatore è sembrato più intento a salvaguardare la propria posizione che il popolo siciliano. Una sorta di Cersei Lannister, non amata da nessuno, se non dal proprio fratello, ma con la corona salda in testa. Crocetta, similmente alla terribile regina, pare destinato alla sconfitta, eppure rischia di distruggere gli altri contendenti. L’avversario interno più temibile è il sempreverde Leoluca Orlando, fine regista alla Tyrion Lannister. Muovendo con astuzia le pedine, Orlando può ribaltare il tavolo e condurre il centro-sinistra ad una insperata vittoria. Certo, il Sindaco di Palermo dovrà puntare su un cavallo di razza. Difficile che questo possa essere Roberto Lagalla, la cui indecisione su quale fazione appoggiare suggerisce un accostamento a Walder Frey. Augurandoci che non prepari a nessuno le Nozze Rosse. E mentre i vari contendenti si preparano alla battaglia, il vero pericolo potrebbe non essere percepito: quei funzionari regionali, da decenni nella stanza dei bottoni, che come gli Estranei attendono silenziosi che la guerra abbia inizio, sicuri dei propri mezzi.

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Redazione

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