Cara Italia, credi ancora nel futuro? O cambiamo o emigriamo.

Giovani, università e futuro.

Qualche giorno fa mi ritrovavo con un amico a spulciare i dati dell’ ”Anagrafe Nazionale Studenti” del MIUR.

 

Con addosso una tristezza infinita ho notato come i dati nazionali riferiti al numero di giovani che decidono di completare il proprio percorso di studi iscrivendosi all’Università, specialmente in Sicilia, siano disastrosi.

 

Ho voluto prendere in considerazione quasi un decennio, analizzando l’arco temporale che va dal 2006 al 2015, ed è constatabile il fatto che il numero di iscritti al primo anno di università, su base nazionale, abbia avuto una flessione del -6,3%. Dai 503.759 studenti iscritti al primo anno di università del 2006, siamo passati ai 473.608 iscritti nel 2015.

 

Il -6,3% è un dato negativo, ma è nulla se lo paragoniamo al dato siciliano.

In questa particolare classifica la Sicilia si posiziona come fanalino di coda, con un decremento delle iscrizioni pari al -38,7% (meno trentotto virgola sette per cento) passando da 44.515 studenti immatricolati nell’A.A. 2006/2007 ai soli 27.751 dell’A.A. 2015/2016.

In molti affermano che è insensato paragonare le condizioni economico/sociali della Sicilia del 2006 con quella del 2015, in quanto si parla di “due mondi completamente diversi”, ed io vorrei davvero crederci a queste parole.

 

Perseverando ho continuato a spulciare l’ Anagrafe Nazionale Studenti” e ho notato come quel -38,7% non fosse giustificabile. In nessun modo.

Nello stesso arco temporale analizzato, regioni come il Piemonte hanno registrato un incremento pari al +21,8% (più ventuno virgola otto per cento) degli iscritti al primo anno di università. A seguire Lombardia +16%, Emilia Romagna +7,5% e Veneto con un +6,2%.

Sicilia -38,7%, lo ribadisco. Il che è triste, anzi tristissimo.

 

In dieci anni sono quasi stati dimezzati i fondi dedicati alle borse di studio per i colleghi meno abbienti, da anni non si investe sulle residenze universitarie, la NO TAX AREA nasconde l’incremento delle rette universitarie da pagare e le università siciliane ragionano sempre più da aziende, dimenticando il motivo per cui sono nate.

 

Anni di scellerate politiche sul tema dell’istruzione in generale, del diritto allo studio e della ricerca scientifica hanno portato i governi regionali e nazionali, che si sono susseguiti, a disattendere tutti gli obiettivi preposti nella “Strategia di Lisbona” del 2000, causando una ingiustificabile involuzione dei saperi. Per non parlare dell’ingiusta involuzione delle speranze di noi giovani.

 

Investire su università, ricerca e sviluppo significa investire sul futuro. Peccato che in Italia non la pensiamo così. A dimostrarlo ci sono i numeri pubblicati dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).


L’
1% è la quota percentuale di PIL che l’Italia investe su università, ricerca e sviluppo. La media OCSE è del 2,15% (l’OCSE è composta da 35 Stati membri).

Considerato che il PIL italiano nel 2016 era stimato a euro 1850 MILIARDI, capite bene qual’è la mole di denaro di cui stiamo parlando. Sono proprio spiccioli, si tratta di uno o due aperitivi.

 

Devo confessarvi che da giovane italiano, siciliano e bagherese ho quasi del tutto perso la fiducia nei confronti dei dirigenti delle nostre istituzioni. La mia è, tra l’altro, un’idea condivisa dalla stragrande maggioranza dei miei coetanei.

 

Ma sapete, a volte mi sveglio e inizia a rimbombare nella mia testa il concetto del “o cambiamo o emigriamo”.

Difronte a tali parole, aspre come il limone, spalanco gli occhi, metto i piedi giù dal letto, e con un sorriso tatuato sul viso inizio la mia giornata con un mood  totalmente diverso.

“Ma si, proviamo a cambiarla davvero questa terra”.

 

O cambiamo o emigriamo.

Difronte a queste parole ognuno di noi dovrebbe davvero impegnarsi ad essere un reale agente di cambiamento.

Commenti

Ignazio Restivo

Bagherese, nato a Palermo il 16-08-1991, studente presso il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche dove ha ricoperto e continua a ricoprire la carica di rappresentante degli studenti presso diversi organi collegiali. Fa dell' associazionismo universitario e della rappresentanza la sua passione più grande; in qualche modo un giovane deve pur tenersi impegnato.

More Posts

Follow Me:
Facebook