A Bagheria scherza con i fanti ma lascia stare i santi.

20 Marzo. Il calendario segnala come sante del giorno Alessandra di Amiso e le compagne, martiri della fede cristiana. Ma a Bagheria è ancora San Giuseppe. La ricorrenza del santo patrono cadeva di domenica in questo 2017, in piena quaresima non era possibile svolgere i consueti festeggiamenti. Però alle tradizioni non si può rinunciare. La processione viene spostata al lunedì. La giornata è perfetta. La primavera ormai alle porte regala un tiepido sole, neppure una nuvola in cielo. L’aria fresca rende piacevole il corteo dietro la statua del patriarca, portata sulle spalle dai confratelli. La folla passa davanti alla chiesa delle Anime Sante, poi avanti verso via Senatore Scaduto. Lì si sarebbe dovuta tenere la volata dell’angelo: un bambino o una bambina in tunica bianca viene fatta calare da un balcone, recita una preghiera al santo, che sosta beato dinanzi a lei. Ma qualcosa va storto. Tra le forze dell’ordine presenti in prima fila inizia a serpeggiare una certa concitazione. Il prete, pallido in volto, domanda quale sia il problema. Arriva l’ordine di non fermare la processione e proseguire dritti. In via Senatore Scaduto vive un boss della mafia agli arresti domiciliari. Il timore è che la volata dell’angelo fosse un pretesto per permettere alla statua d’inchinarsi, secondo un codice molto caro agli affiliati di Cosa Nostra. Il possibile pericolo è disinnescato per la prontezza di polizia e carabinieri che riescono ad evitare questo fragoroso schiaffo alla città. Il lieto fine permette alla notizia di non trapelare e di rimanere un piccolo segreto tra i partecipanti alla processione.

Ma a Bagheria San Giuseppe viene celebrato due volte. Ad Agosto il costume impone una festa diluita in più giornate, in cui sacro e profano si mischiano amabilmente. Lo sanno bene i proprietari del Bitta, noto locale della movida bagherese, che propongono una serie di eventi notturni per onorare il patrono. Quest’anno però scelgono una locandina un po’ particolare: Giuseppe somiglia ad un hipster con una tunica gialla con i cuoricini, maglia blu elettrica a pois e in mano tiene un segnale di stop a cui è stata aggiunta la parola the war; l’aureola del bambinello pare più la corona della Statua della Libertà; le due immagini sacre sono poi disposte su uno sfondo dai colori psichedelici. Ed ecco che sul web si solleva una pioggia di polemica e indignazione, con accuse di vilipendio e blasfemia da Santa Inquisizione spagnola. Qualcuno difende i ragazzi del Bitta, asserendo che l’immagine non ha nulla di sacrilego e che si tratta solo di una bella trovata pubblicitaria.

Così piano piano prende vita la classica guerra dei commenti, con offese gratuite e lezioni di moralità lanciate tra chi patteggia per i difensori della fede e chi patteggia per i dissacranti birrai. E mentre le strade della città rimangono vuote, complici l’afa e l’assenza di budget comunale per la realizzazione di eventi di grido, le bacheche di facebook si riempiono di orgoglio baarioto per San Giuseppe. Del resto, si sa, ai possibili inchini silenziosi ci si abitua e si può far finta di nulla. Per accettare il diritto di satira serve ancora qualche attentato terroristico in Francia.  

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Redazione

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