Al Museo Guttuso la testimonianza di un’amicizia: “Mario Schifano – Le opere per Gibellina”

Al Museo Guttuso la testimonianza di un’amicizia: “Mario Schifano – Le opere per Gibellina”
Da sabato 8 Luglio è possibile ammirare nelle sale del piano terra del Museo Guttuso una mostra dedicata a Mario Schifano. La mostra, patrocinata ed organizzata dal Comune di Bagheria in collaborazione con il Comune di Gibellina, gode del patrocinio degli Archivi Schifano e della Fondazione Orestiadi di Gibellina.

La mostra è curata da Marco Meneguzzo ed è costituita da un nucleo di 10 opere di grande formato del maestro Schifano che provengono dalla collezione del museo civico di Gibellina dedicato a Ludovico Corrao.
L’anello di congiunzione tra Schifano e Bagheria è rintracciabile nell’amicizia che lo legava a Renato Guttuso, amicizia testimoniata dal ritratto di Guttuso ad opera dello stesso Schifano presente nella collezione del museo, oltre alle numerose fotografie scattate dall’artista mentre Guttuso lavorava alla sua unica scultura “L’Uomo che legge il giornale”.

 

Le dieci tele sono state realizzate nel 1984 durante una breve permanenza dell’autore a Gibellina. I titoli dei singoli dipinti attingono a piene mani ai colori e al vitalismo della natura siciliana: Scirocco neonato, Orto botanico, Onda neonata, Gigli d’acqua, Collina per Gibellina, Quadro acerbo per i bambini, Naturale, M come Monica, Il campo di pane, Solare.

 

L’esposizione testimonia un percorso dove l’artista è il creatore di nuove forme che sviluppano inediti processi di conoscenza, ma il tutto filtrato da una lente “ambientale” che restituisce in totale pienezza la forza accecante di luci e colori di quell’ambiente siciliano. Dentro una lettura moderna di tale ambiente, Schifano coglie tutti gli elementi della tradizione rappresentativa del contesto in cui è calato, seppur attraverso una maniera densa di simbolismi visivi.

Come racconta Marco Meneguzzo, il curatore della mostra, il ‘ciclo di Gibellina‘, integralmente donato dall’artista alla città è il sintomo, tra le altre cose, di come “si guardasse all’esperimento di Gibellina Nuova, l’unico esempio italiano di vera e propria ‘città di fondazione’ del dopoguerra, affidato utopisticamente – ma non troppo – ad artisti e ad architetti, che ne avevano fatto un laboratorio di sperimentazione e di libertà creativa e intellettuale”. Come sottolinea sempre Meneguzzo, si tratta di dieci tele di grande formato che coprono l’intero repertorio espressivo dell’artista, così come lo aveva elaborato tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, “e che in questa occasione siciliana diventano il punto, la riflessione sulla propria pittura che allora stava vivendo una straordinaria e rinnovata stagione, dopo la crisi esistenziale e linguistica degli anni Settanta”.


Per Bagheria la presenza delle opere di un artista come Schifano rappresenta un ulteriore passo verso un processo di rinnovamento e consolidamento del ruolo culturale che il suo patrimonio può recitare, sia direttamente, sia, come in questo caso, in sinergia con le altre realtà siciliane. Sinergie che possono funzionare da moltiplicatore per quanto riguarda la “visibilità culturale” all’interno del panorama nazionale.


Il Museo Guttuso rappresenta sicuramente la punta dell’iceberg di questo discorso, lo stesso assessore, Romina Aiello, ha sottolineato questa volontà di far vivere il museo Guttuso sulla base di diverse sinergie e collaborazioni, aprendosi al territorio, ma andando anche oltre: “Questa è una mostra molto forte ed importante per il valore delle opere e per la scelta del soggetto, Schifano appunto, che aveva un grande rapporto con Guttuso. Questo è l’inizio di un percorso legato a Guttuso ma non solo anche a diversi artisti contemporanei. Questo museo non è un simulacro, i musei devono fare vivere e divulgare arte”.
Alle tele di Schifano si aggiungono 5 foto, formato 30 x 40, scattate da Patrizio Nesi, che ritraggono proprio l’artista, vera punta della Pop Art italiana, mentre lavora alle sue opere durante il soggiorno a Gibellina.
La mostra, già ben accolta dal pubblico, sarà fruibile sino al 24 Settembre e sarà l’occasione per godere dell’opera di uno degli artisti che più hanno caratterizzato il fermento culturale italiano negli ultimi decenni.

 

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