Abusivismo: una battaglia da vincere con strategia.

Ha tenuto banco in questi giorni il botta e risposta tra Angelo Bonelli, portavoce nazionale dei Verdi, e il Sindaco di bagheria Patrizio Cinque.

 

Oggetto della diatriba il regolamento sugli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale, approvato a Maggio dal Consiglio Comunale di Bagheria. Bonelli accusa il Sindaco Cinque di favorire l’abusivismo edilizio, in barba alle norme nazionali, tutelando chi ha commesso reati contro l’ambiente solo per raggiungere i propri scopi elettorali; Patrizio Cinque sostiene invece di pensare prima di tutto ai bisogni dei propri cittadini, salvaguardando il loro diritto all’abitazione e di concentrarsi alla lotta contro l’abusivismo nelle coste e contro quello speculativo, come dimostra l’abbattimento di un capannone industriale appartenente a uno dei boss della mafia bagherese. Indipendentemente dalla querelle politica, appare fondamentale un’analisi sulle ragioni e le finalità che hanno spinto il Consiglio Comunale ad approvare questo regolamento.

 

La lotta all’abusivismo ha visto negli ultimi anni un’improvvisa e necessaria accelerazione da parte delle Procure, che hanno obbligato i comuni ad occuparsi delle demolizioni e della gestione degli immobili abusivi senza più indugiare. Una presa di posizione forte per contrastare un fenomeno capace di devastare il territorio siciliano tra gli anni ‘80 e ‘90, privando l’isola di suolo e spazi verdi e deturpandone irreversibilmente il paesaggio.

 

Ma la pala meccanica deve fare i conti con un dato oggettivo: gran parte della popolazione siciliana risiede in case che furono costruite abusivamente e che, complice anche una burocrazia troppo lenta, non sono mai state regolarizzate nonostante i vari condoni. E non si tratta solo di ville costruite sulle rive del mare o alle pendici dei monti: spesso le case abusive ricadono  in quartieri ormai perfettamente urbanizzati e senza vincoli paesaggistici. Per questo tipo di abitazioni la legge prevede che i comuni possano scegliere l’acquisizione per pubblica utilità, tra le quali si annovera la destinazione dell’immobile a “edilizia residenziale pubblica” da concedere in diritto di abitazione.

 

In parole povere i Comuni diventano proprietari degli immobili, dopo averli requisiti ai vecchi proprietari, e fanno decidere al Consiglio Comunale se abbattere l’immobile o se utilizzarlo per scopi sociali. Il regolamento proposto dall’amministrazione Cinque è indirizzato esclusivamente a questi casi, stabilendo che, nel momento in cui il Consiglio Comunale si esprima per il mantenimento dell’immobile, la casa possa essere concessa in locazione ai vecchi proprietari, purché si tratti della loro residenza abituale e dell’unica casa in loro possesso. Inoltre, qualora gli immobili con il tempo vengano adeguati alle normative e non siano più abusivi, il comune può metterli all’asta concedendo diritto di prelazione ai vecchi proprietari o ai loro eredi. Una soluzione certo di ripiego ma che prova a stabilire dei criteri per evitare una vera emergenza sociale.

 

Sono tantissimi i cittadini bagheresi che rischiano di poter rimanere senza un tetto sulla testa e all’emergenza ambientale si potrebbe sommare l’ennesima emergenza sociale. Per quanto sia ineccepibile liberare la Sicilia dalle colate di cemento, gli amministratori sono costretti ad attutire il colpo. L’amministrazione bagherese odierna, però, ha già manifestato la volontà di non volere assolutamente soprassedere su questo scottante argomento ed è decisa ad agire in maniera forte e diretta, senza indugiare.

 

Per questo motivo ci si aspetta che più che con comunicati stampa, il Sindaco e gli uffici vogliano dare un segnale forte:presumiamo infatti che possano agire sugli edifici che si trovano a ridosso delle zone paesaggistiche di Bagheria, come Mongerbino e Monte Catalfano.

 

Insomma, la storia ci insegna: bastone e carota, per evitare che tutto sia fumo negli occhi.

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Redazione

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