A tu-per-tu con: Amnesty International

Abbiamo intervistato Emi Gibbisi, membro storico del gruppo 291 di Amnesty International, presente ed attivo sul territorio da lungo tempo. Una “chiacchierata” su quanto fatto sino ad ora e su quanto ancora si potrà fare.

Per quei lettori che non conoscono Amnesty International, parlateci di quello che fa l’associazione.

Siamo un movimento di persone determinate a creare un mondo più giusto.
Mettiamo, infatti, in evidenza le ingiustizie, diamo voce a chi non ha voce, cambiamo la vita delle persone. Con le nostre azioni e grazie alla forza del nostro movimento influenziamo i decisori politici e istituzionali e contribuiamo con le nostre idee ai cambiamenti nelle politiche e nella legislazione. Dal 1961, abbiamo contribuito a ridare libertà e dignità a oltre 50.000 persone, salvando 3 vite al giorno.

Da quanto tempo la vostra associazione è attiva sul territorio?

Il nostro gruppo ha mosso i suoi primi passi nel settembre del 2012. Dopo un periodo di formazione è stato riconosciuto come gruppo Italia 291 nel novembre 2014. Agiamo su tutto il territorio bagherese e limitrofi.

Bagheria è stata fra i primi comuni a celebrare un matrimonio omosessuale. In tema di diritti in cosa la nostra città può ancora migliorare?

Il nostro obiettivo è il raggiungimento di una realtà in cui tutti i principi della dichiarazione universale dei diritti umani siano rispettati e in cui non ci sia più bisogno dell’intervento di organizzazioni come Amnesty international. Siamo contenti che il nostro territorio abbia fatto dei passi avanti ma la strada è ancora molto lunga.

Da quando siete attivi avete visto un cambiamento tangibile nella mentalità della gente?

È difficile individuare un esplicito cambiamento nella mentalità dei cittadini bagheresi. Il cambiamento più tangibile lo notiamo seguendo l’entusiasmo delle persone che entrano a far parte del gruppo. Noi dedichiamo molte attività di educazione ai bambini e ai ragazzi, saranno loro infatti i veri fautori del futuro e del cambiamento.

Qual è il momento che ricordate con più gioia in questi anni?

Ogni attivista di Amnesty international avrà certamente più ricordi nel proprio cuore, per esempio tutti ricorderanno con emozione la loro prima partecipazione all’Assemblea Generale, momento in cui una volta l’anno si riuniscono tutti gli attivisti d’italia.

Il momento più importante per il gruppo è stato senza dubbio il giorno del riconoscimento avvenuto nel 2014.

Se qualcuno volesse unirsi alla vostra associazione cosa dovrebbe fare?

Siamo presenti su tutti i social network come Amnesty Bagheria. Si può inoltre inviare una mail all’indirizzo gr291@amnesty.it. In questo modo chi è interessato si metterà direttamente in contatto con noi e verrà accolto a braccia aperte!

Simona Di Dio, membro del gruppo di Bagheria, è stata recentemente eletta in “assemblea nazionale”. Cosa rappresenta questo per voi?

Simona Di Dio è stata eletta durante l’ultima assemblea generale, tenutasi lo scorso Aprile a Palermo, come componente del Cominato Direttivo di Amnesty Italia. Il comitato direttivo viene infatti eletto ogni 2 anni ed ha il compito di dirigere le attività della sezione italiana. Per tutti noi è motivo di orgoglio anche perché Simona è stata tra i fondatori del gruppo e siamo stati tutti partecipi alla sua crescita come attivista.

Quali sono le attività in programma per il prossimo futuro?

Da settembre contiamo di partire con i nostri progetti nelle scuole. Vi terremo aggiornati sulle attività che organizziamo durante tutto l’anno. Nelle nostre attività non mancano mai i colori e l’allegria. L’arte per noi è molto importante come mezzo di sensibilizzazione. Vi raccomandiamo quindi di non smettere di seguirci. Nel frattempo ci vediamo tutti martedì 8 Agosto al concerto “Amnesty live in peace” alle 21.30 a Sant’Elia!
Commenti

Filippo Miosi

Bagherese doc, studente universitario presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Palermo. Gli piace scrivere, soprattutto di sport.

More Posts