Grande successo della rassegna teatrale di “Casa Teatro” a Palazzo Butera

Si è da poco conclusa la rassegna teatrale di “Casa Teatro”, la scuola bagherese, gestita e curata da Rosamaria Spena ed Enrica Volponi.

Come ogni anno “Casa Teatro” presenta i saggi dei propri allievi (che vanno dai 5 anni in su), realizzando delle performance che spesso non hanno nulla da invidiare ai lavori teatrali dei professionisti.

Quest’anno ad aprire la scena di Palazzo Butera, luogo dei tre spettacoli realizzati, un classico della letteratura d’infanzia:“Pinocchio”, interpretato dagli allievi di “Gioca Teatrando Junior” (bambini dai 5 ai 10 anni), con testo e regia di Enrica Volponi e musiche originali di Federico Arnone. Una rivisitazione della classica fiaba di Collodi che diventa originale, proprio come lo sono i suoi personaggi: un grillo parlante interpretato da una bambina chiacchierona e saputella, una fatina fashion, Lucignolo che viene rappresentato come il bello e impossibile bulletto del villaggio e infine Pinocchio, un bambino che impara dai suoi sbagli a comportarsi bene, un po’ come accade a tutti noi, quando riconosciamo i nostri errori e traiamo spunto da quelli per imboccare la giusta strada da percorrere.

Il secondo appuntamento di “Casa Teatro” ha visto in scena “Oz”, spettacolo ispirato alla fiaba di Frank Baum, ma che nello stesso tempo se ne discosta, perché realizzato non più con quella leggerezza infantile, ma con toni moderni  e un po’ crudi che evidenziano la lotta tra il bene e il male. Lo spettacolo della famosa Dorothy, realizzato  da allieve dagli 11 ai 14 anni, è stato interamente curato da Federico Arnone, che ha fatto suo questo progetto teatrale, compiendo un lavoro testuale, musicale e registico del tutto originale, dando  un ruolo importante al significato della parola  “casa”, che diventa il luogo dove cuore e mente sono liberi di ritrovarsi e ritrovare le persone care e vicine, tutti coloro che ci vogliono bene e ci comprendono.

A concludere questo percorso artistico gli allievi di “Oltre il siprario”, che si sono esibiti in “Perfette”, un libero adattamento teatrale dal film di “The Stepford wives” di F. Oz, a sua volta tratto dal romanzo “La Fabbrica delle mogli” di Ira Lewin. Un’impresa davvero ardua, quella di Enrica Volponi, che ha curato testo e regia, con le musiche di scena di David Arnold e Federico Arnone, che ha trasformato un testo cinematografico in una forma di linguaggio teatrale leggero, comico, favolistico, ma nello stesso tempo riflessivo. Un tema attualissimo, quella della crisi di coppia, quando la donna non svolge più il suo tradizionale ruolo “femminile” di buona casalinga, cuoca e amante, ma che si spinge ad ambizioni che la tradizione “maschilista” non ammette e non tollera. Una riflessione su come in questi casi l’uomo si senta inferiore nei confronti della sua partner, e ci si sofferma anche e soprattutto  sul fatto che il confronto tra uomo e donna rappresenta la vera forza e la vera crescita di una coppia. Non esistono donne perfette, come non esistono uomini perfetti. Quando si ama ci si innamora delle imperfezioni.

Un finale emozionante che ha concluso questo angolo di arte che Bagheria si è ritagliata, nella speranza che questa meravigliosa forma artistica possa continuare ad emozionare giovani e meno giovani, che in questo periodo storico sono attratti da un mondo poco reale e molto più virtuale.

Per tale motivo ci piace concludere con una frase d Victor Hugo: “Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”.

 

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