Abbiate il coraggio di essere voi stessi

È difficile immaginare una società che riesca a tollerare gli errori fisiologici che possono capitare durante la vita di ciascuno di noi.

Inutile prendersi in giro. Siamo abituati a inseguire la perfezione propinataci continuamente da tutti i mass media e dai social network.

Alzi la mano chi non ha mai sognato di riuscire a comprare una Ferrari oppure di passare le proprie giornate in una di quelle ville enormi viste ad esempio su Facebook oppure su Instagram.

Siamo umani, è normale rimanere affascinati da uno stile di vita benestante e, di contro, è sempre più demoralizzante immaginare di non riuscire nei propri obiettivi o, ancora peggio, ritrovarsi senza ambizioni e senza sogni da inseguire.

Ecco quindi che ciascun ragazzo, negli ultimi anni della scuola dell’obbligo inizia realmente a scontarsi con quell’apparente mostro che prende il nome di “futuro”.

La domanda più comune alla quale siamo abituati è: “Cosa vuoi fare da grande?”
Ricordo che a cinque anni la mia più grande aspirazione fosse quella di diventare un paleontologo; ero un bambino che ancora non sapeva né leggere né scrivere ma che già sapeva che sarebbe riuscito a resuscitare quei dinosauri visti nei film in televisione.

A circa dodici anni invece ero convinto che un giorno sarei diventato il nuovo Bill Gates e che un domani sarei riuscito a diventare il presidente della Microsoft.
Forte di questa convinzione mi iscrissi al liceo scientifico, dove, con il passare degli anni, iniziai ad affinare le mie tecniche di scrittura, scoprii un particolare interesse nei confronti delle materie umanistiche e, sfortunatamente, un disinteresse sempre più marcato nei confronti delle materie scientifiche.

Curioso, non credete? Il presidente della Microsoft che non riesce a svolgere un integrale e si confonde davanti un’ossidoriduzione…

L’area umanistica sicuramente sarebbe stata il mio futuro, ne ero abbastanza convinto.

Arrivato alla conclusione del mio percorso scolastico, dopo un esame orale basato principalmente su materie storiche e filosofiche, è iniziato uno dei periodi più confusi di tutta la mia vita.

“Sergio, cosa vuoi fare da grande?”

Buio totale.

Inutile dire che l’avvicinarsi alla scadenza delle iscrizioni all’università non aiutò la mia scelta, anzi, mi mise in uno stato d’ansia terribile.

“Amerei fare Giurisprudenza, però è un percorso molto lungo, ho paura”.

“Comunicazione? Bellissima, le materie mi piacciono assai, dopo però che faccio?”

“Ingegneria? Dai, dura tre anni e si lavora subito, a scuola non seguivo, sicuramente all’università ascoltando il professore renderò al massimo”

Sembra abbastanza evidente quale fu la mia scelta… L’errore più grosso di tutta la mia vita. (Con un pizzico d’ironia sarebbe meglio dire “l’errore più grosso di tutta la mia vita fino ad ora”)

Mi ritrovai catapultato in un sistema dove le materie studiate e le lezioni seguite non mi stimolavano completamente.
L’iniziare a masticare soltanto numeri e formule mi mise in seria difficoltà, sentivo che qualcosa non andava, percepivo di aver fatto la scelta sbagliata.

La prima sessione d’esami confermò questa idea, nonostante questo, ritenni opportuno rimandare qualunque decisione a giugno.

Il 23 maggio, giorno del mio ventesimo compleanno, decisi che non potevo continuare a sprecare il mio tempo facendo una cosa che non mi piacesse.

Ero convinto di aver deluso tutte le persone che mi stavano accanto, ero convinto di aver deluso me stesso.

Siamo avvezzi ad essere demoralizzati dall’ambiente che ci circonda, con il cruccio che l’opinione comune non ci permetta di fallire.

In poche parole siamo costretti a salire sul primo treno che scegliamo e non possiamo più scendere.

Io ho deciso di saltare giù e di prenderne un altro.

L’aver perso un anno mi dà infinitamente fastidio, è inutile nasconderlo, arrivato ad un certo punto però è necessario realizzarlo, raccoglierne gli aspetti positivi e ripartire più carichi di prima.

“Hai perso un anno, che aspetti positivi ci sono?”
Sembra difficile da credere ma esistono.

Fare per un anno ciò che non ti piace, inevitabilmente ti fa capire cosa ti piace.

Ho imparato che si può sbagliare, è facile credersi invincibili…
È orrendo invece rendersi conto che non lo si è.

Spero però, con il passare del tempo, di capire quanto possa essere gratificante raggiungere i propri obiettivi lottando.

Il consiglio più grande, che io possa dare ai miei lettori, è quello di decidere il proprio futuro secondo le proprie inclinazioni e soprattutto, secondo le proprie passioni.

Nessuno è in grado di decidere un qualcosa che sapete realmente soltanto voi.

Molti proveranno ad influenzare le vostre scelte, molti le criticheranno e pochi riusciranno realmente ad immedesimarsi nella vostra situazione.

Non ci sarà mai un momento giusto per inseguire i sogni degli altri, a vent’anni è necessario avere la presunzione di poter raggiungere tutti gli obiettivi che si possano immaginare, compatibilmente con le proprie abilità.
Io ho capito che non sarò mai felice basando la mia vita sulla matematica e sulla fisica, non ci posso far nulla, la mia mente non è portata per queste cose e di conseguenza posso ottenere soltanto risultati scarsi.

In questo periodo la maggior parte dei ragazzi che hanno superato la maturità sta vivendo quei momenti di panico, generati dalla scelta universitaria.

Vivete queste vacanze con serenità, prendetevi il vostro tempo e imparate a conoscervi.

Sarete voi a passare nottate con libri enormi in mano, sarete voi ad affrontare una lotta difficile che un domani vi permetterà di essere indipendenti e soprattutto di riuscire a dire la vostra in un mondo sempre più competitivo.

Non fatevi spaventare da statistiche, stipendi e carenza di posti di lavoro.
Il mondo è enorme, pensate che non ci sia qualcosa per voi?

Abbiate il coraggio di seguire le vostre passioni e soprattutto di ammettere i vostri sbagli.

Abbiate il coraggio di essere voi stessi.

Per me non è stato facile, tuttavia sono convinto che un domani ne sarà valsa la pena.
“Per aspera ad astra”
“Attraverso le asperità, verso le stelle”
Questa è la mia filosofia di vita, la scalata sarà lunghissima e difficile, so però che alla fine il panorama sarà bellissimo.

Ps. Quale sarà la mia scelta universitaria? Vi lascio sulle spine, ci aggiorniamo fra qualche mese.

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Sergio Moretto

Un giovane studente di Giurisprudenza che nutre un forte amore per la giustizia e le brioches con il gelato. Più che uno scrittore mi sento uno storyteller, mi piace trasmettere emozioni.

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